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Dal concetto di Persona al tema dell’Equità: sono 48 gli articoli che compongono la Costituzione etica della Federazione nazionale Ordini dei Tecnici sanitari di radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione e della prevenzione che dopo un percorso durato due anni è giunta alla sua tappa conclusiva con la presentazione ufficiale sabato scorso a Roma con il ministro Speranza.

Sulle note del Canto degli italiani si apre la presentazione della Costituzione etica, nella cornice romana dell’Auditorium Antonianum nella mattinata di sabato 3 luglio. Come molti dei partecipanti all’evento hanno inteso sottolineare, la Costituzione etica è il “primo obiettivo multiprofessionale” che si è dato quello che ormai da 3 anni è il “multi-albo” FNO TSRM e PSTRP, per trovare una “base valoriale comune” fra le 19 professioni, necessaria a costituire davvero l’Ordine. Si tratta di un testo importante, innovativo e coraggioso, “la pietra angolare, elemento solido su cui costruire nella giusta direzione e con la giusta proporzione”, come è stata definita nella prefazione da Alessandro Beux, cui potranno anno fare riferimento tutte e 30 le professioni sanitarie sistema salute.

La prima parte della presentazione è stata caratterizzata da molti saluti istituzionali, a partire dal Ministro della Salute Roberto Speranza che ha illustrato una “fase sicuramente diversa” della pandemia e che ha scritto il messaggio con cui si apre l’introduzione la copia della Costituzione consegnata ai presenti.

L’evento è stato moderato da Alessandra Beux, sino a pochi mesi fa Presidente della Federazione, e Antonio Cerchiaro, componente del Comitato centrale con delega all’etica e alla deontologia, che ha voluto ricordare “L’Enciclica ‘Fratelli tutti’ di Papa Francesco e in particolare l’articolo sul dialogo, perché il dialogo tra le persone è un punto centrale per proseguire nelle realizzazione dei buoni obiettivi”.

“Oggi la nostra Costituzione etica è una realtà – ci dice Teresa Calandra, Presidente della FNO TSRM e PSTRP -. Un progetto ambizioso, durato quasi due anni, che ha consentito alle nostre 19 professioni di conoscersi e trovare insieme i valori comuni. Il lavoro prezioso che ha impegnato tutte le nostre professioni ha avuto anche un altro merito, quello di imparare a stare insieme, in armonia, nella nostra casa Federazione”. “Adesso – – prosegue la Presidente – abbiamo la responsabilità di promuovere e vivere quotidianamente la nostra Costituzione etica ed i valori che in essa sono contenuti. A beneficiarne saranno non solo i cittadini, ma lo stesso Sistema sanitario perché potrà contare su professionisti migliori”.

Beux evidenzia l’importanza di valori comuni in un contesto di soggetti con professionalmente differenti, affinché le peculiarità siano elementi di ricchezza e non di contrapposizione: “La nostra società necessita di individui che agiscano sulla base di presupposti e con propositi che tengano conto della pluralità. Tale impostazione e visione plurale, di cui abbiamo bisogno per correggere le storture del mondo in cui viviamo, non è tanto fisica quanto concettuale e valoriale. Il nostro miglior futuro è nella capacità di unire, di ricondurre le preziose differenze a una identità comune; ogni separazione, ancorché lecita, è dannosa, perché inevitabilmente foriera di antagonismo; e quest’ultimo ha un ineludibile impatto negativo sulla dimensione comune”.

La stesura della Costituzione è avvenuta sotto la regia di Laila Perciballi, che dichiara a QS: “Siamo entusiasti del cammino e, grazie alla campagna di educazione e relazione, condivisione e partecipazione, che abbiamo messo in campo e continuerà in parallelo a quella di revisione dei codici deontologici, ci auguriamo che un giorno non troppo lontano nella Costituzione etica della Federazione si possano riconoscere tutte le 30 professioni della sanità”. Gli interventi di Perciballi sono stati alcuni tra i più calorosi dell’evento, fortemente apprezzati dal pubblico in sala, tra il quale c’erano anche coloro che con lei avevano condiviso molto del loro tempo di in questo lungo lavoro, principalmente a causa della pandemia. La presentazione della Costituzione etica è stata anche l’occasione per tornare stare e vivere insieme.

“La Costituzione etica della Federazione – prosegue Perciballi -, che per la pluralità di soggetti a cui si rivolge rappresenta un progetto che non risulta avere precedenti al mondo, va ora letta, studiata, interiorizzata e praticata”.

Nell’apertura del convegno, Beux l’ha definito “un momento per noi solenne”, al pari del Consiglio nazionale del pomeriggio precedente, che ha approvato la Costituzione etica all’unanimità. “Non è che un caso che il primo documento multiprofessione deliberato dal Consiglio nazionale attenga ai valori; sarebbe stato impensabile poter strutturare nelle fondamenta e orientare un contesto come il nostro se non partendo da ciò che unisce”.

La dichiarazione di Speranza
Roberto Speranza si è domandato: “Ora in che tempo siamo? Ora siamo sicuramente in una fase diversa e come è noto io sono tra i più cauti. Il percorso di riapertura graduale che abbiamo iniziato il 26 di aprile ci ha consentito di avere oggi una fotografia migliore. La pandemia non è finita. Non dobbiamo assolutamente immaginare che la partita sia finita. Abbiamo bisogno di proseguire ancora con attenzione, cautela, gradualità, soprattutto alla luce delle tante varianti che stanno rendendo più difficile questa sfida e rispetto a cui abbiamo bisogno di tenere altissimo il livello di attenzione, di controllo, di verifica. E penso che questa sarà ancora la linea delle prossime settimane” prima, “avevamo quasi 30mila persone nei nostri ospedali, ora ne abbiamo meno di 1.500, ovvero meno 95%. Avevamo 3.800 persone in terapia intensiva ora ne abbiamo circa 220, siamo, anche in questo caso, a meno 90%. E anche il numero dei contagi quotidiano è molto sceso”.

“Quindi il primo orizzonte su cui impegnarci ancora non può che essere quello della gestione dell’epidemia e c’è un punto che dal mio osservatorio appare essere – spiega il Ministro – ancora più rilevante: ora dobbiamo dare ancora più forza al nostro Ssn; per una fase lunga la lotta alla pandemia è stata la sola attività su cui ci siamo dovuti impegnare, ora siamo in una fase diversa e possiamo e dobbiamo aumentare gli investimenti. Questa seconda sfida è forse quella più importante per il Paese. Dobbiamo trasformare la crisi in opportunità. Questa crisi ci offre oggi una finestra di opportunità, può sembrare un paradosso ma non è così: c’è una maggiore consapevolezza delle persone e volontà di investire sul nostro Ssn”.

E Speranza dichiara che già prima del Covid provava a dire che “ogni euro” nella salute non era una spesa ma un “investire sul più grande bene per le persone” un’idea che oggi risulta “ampiamente maggioritaria nell’opinione pubblica del nostro Paese e dei nostri vicini. Veniamo, invece, da anni in cui il diritto alla salute dipendeva dai contenuti delle tabelle Excel. Oggi disponiamo di 20 volte le risorse degli anni precedenti, grazie al Pnrr. Richiamo Papa Francesco che ci dice che ‘peggio di questa crisi c’è solo il rischio di sprecarla’; ora che abbiamo le risorse dobbiamo fare”. Al Ministro la Presidente Calandra consegna una copia con dedica della Costituzione etica.

Gli altri saluti istituzionali
Beatrice Lorenzin, della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati e la cui 3/2018 porta il nome, collegata in videoconferenza ha calorosamente affermato come: “Mi sembra di accompagnare questo bambino dalla nascita e so che questo bambino sta diventando sempre più grande e adulto”, riferendosi all’Ordine TSRM e PSTRP “un acronimo che ho consegnato io, ma che l’attuale Ministro deve cambiare. Ci siamo sempre confrontati con voi per il contribuito che garantite, anche in questo anno e mezzo di pandemia, del quale vi ringrazio. Occorrono radici e queste radici sono i valori che avete portato nella Costituzione etica. Questo anno e mezzo di Covid ci ha cambiati”, Lorenzin si augura poi che questo dia adito a un maggior investimento sulla Sanità “non solamente in questo periodo di emergenza. Sarà fondamentale accompagnare il Pnrr con una serie di riforme”.

Paola Boldrini, Vicepresidente XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, anche lei in videoconferenza, dichiara: “L’obiettivo della Costituzione etica è encomiabile. Perché darsi dei valori di riferimento è fondamentale. Mi ritrovo in tantissime cose che sono state scritte; ho trovato particolarmente rilevante l’art. 19, laddove si afferma che la relazione del professionista con la persona è modulata tenendo conto dell’etnia, del genere, della cultura, della religione e dei valori etici di riferimento”.

Anna Maria Parente, Presidente XII Commissione Igiene e Sanità del Senato, spiega invece: “Abbiamo intrapreso un percorso molto importante che è quello di un’indagine conoscitiva sulla medicina di territorio ed è qui che vorrei chiedere il vostro qualificato contributo. Dopo la pandemia dobbiamo ricostruire, riformare la sanità pubblica, il tema che dobbiamo affrontare è la grande differenza fra Regioni, dobbiamo cercare di costruire dei modelli omogeni” inoltre “nell’impiego dei 7 miliardi che andranno alla medicina del territorio dobbiamo stare attenti a non frammentare gli interventi in sanità”, superando l’approccio a “a silos” e assicurando “un continuum assistenziale. Attraverso équipe multi-disciplinari, quindi multi-professionali, a favore delle quali vi chiederò l’apporto in Commissione”.

Due messaggi sono stati inviati rispettivamente dall’onorevole Marialucia Lorefice, Presidente XII Commissione Affari sociali della Camera, e dall’onorevole Rossana Boldi, Vicepresidente della stessa Commissione. La prima ha sottolineato come “poter contare sull’empatia, sulla responsabilità e sulla competenza dei professionisti sanitari è fondamentale per i pazienti e per le loro famiglie, ed è la condizione per la creazione di un indispensabile rapporto di fiducia”; la seconda, ha evidenziato come la Costituzione etica “mette al centro la persona” l’assistito, “ma anche il professionista sanitario ; in essa c’è la “consapevolezza del valore di tutte le professioni sanitarie e del fatto che la collaborazione tra le professioni e l’ascolto dei pazienti sono elementi indispensabili affinché la frase ‘il paziente al centro’, che deve caratterizzare le riforme che ci apprestiamo a realizzare, trovi un senso compiuto”.

Gli interventi del Gruppo di Coordinamento
Don Massimo Angelelli, per tanti anni cappellano militare in un Policilinico romano, è stato tra i primi relatori: “La pandemia – ha spiegato – è il più grande stress-test che la società potesse affrontare. La fragilità va assunta come un valore, la fragilità non è un difetto ma una condizione naturale del vissuto della persona. Mi piace spesso paragonarla al bicchiere di cristallo, che non ha alcun difetto, è bello così. Ma va difeso, protetto, affinché non diventi vulnerabile. Perché la vulnerabilità può portare un grave problema. Bisogna mettere, quindi, in sicurezza le fragilità, affinché non diventi vulnerabilità; io spero che la pandemia ci abbia scosso al punto giusto per riflettere e poi ben agire, per lottare contro la cultura dello scarto, come ci insegna anche Papa Francesco”.

Angelo Di Naro si è voluto soffermare su tre punti, a partire dal metodo: “Siamo partiti da alcune parole chiave, il tema centrale era l’impossibilità di definire dei pronunciamenti deontologici comuni, pertanto abbiamo di individuare i valori, nei quali potevamo trovare un’intesa anche le altre professioni sanitarie e socio sanitarie, anche altre professioni al di fuori dello stesso Ssn. Sono parole sulle quali abbiamo poi definito la dimensione valoriale in cui ciascun professionista sanitario potesse poi riconoscersi; non è stato facile trovare una sintesi”.

Un punto importate è il concetto di persona, ha spiegato Di Naro: “La persona, una totalità unificata, il centro in cui si armonizzano le dimensioni biologiche e spirituali, etiche e bioetiche, culturali e relazionali, progettuali e ambientali dell’essere umano nel percorso della vita”.

Fabrizio Mastro ha ben argomentato la scelta di modificare la denominazione iniziale, Codice etico, in quella attuale, Costituzione etica, per il valore fondante del primo termine, con quanto di evocativo porta con sé.

Tiziana Rossetto è stata protagonista di un intervento nel quale non è mancata profonda emozione e partecipazione, sino alle lacrime, ripercorrendo i mesi del Coronavirus. “Oggi non è una fine, è un inizio di un cammino – ha dichiarato Rossetto – il documento ora è scritto ma dobbiamo praticarlo. In questo gruppo di lavoro ho fatto un’esperienza professionale di altissimo livello. L’identità professionale è incentrata sui valori prendendosi cura dei bisogni di salute, fatta di tantissimi determinanti e questo è quello che abbiamo sperimentato; veniamo da professioni diverse, ci siamo spogliati dei nostri abiti e abbiamo valorizzato i bisogni dell’assistito”.

Francesco Siano, Tecnico ortopedico e Sociologo con esperienza nel campo della disabilità e del lavoro, Presidente dei Tecnici Ortopedici di Salerno e nella Cda nazionale della professione ha detto: “Ho fatto parte del gruppo di lavoro, sempre in modalità virtuale, con lunghi confronti e discussioni, sempre in un clima di cordialità, di entusiastico approccio ai problemi”.

È il professor Daniele Rodriguez a spiegare alcuni articoli, la loro innovazione e l’impatto che certamente avranno: “Mi sono trovato a lavorare in un contesto assolutamente accattivante, costituito da professionisti assolutamente competenti e vorrei segnalare come il collante fondamentale sia stato il rispetto reciproco, si è detto che le parole venivano da sé, ma perché c’era l’ascolto delle parole degli altri”. Rodriguez si è voluto soffermare in particolare su tre parti “Salute, consenso e competenza”, affermando che “alcuni passaggi vanno contro i luoghi comuni. La costituzione, credo, non si è appiattita sui alcuni testi precedenti, ma è originale; ad esempio l’articolo 14, pur tenendo conto della definizione dell’Oms, la salute è definita con elementi originali (spirituale, sociale, ambientale): la salute è una condizione dinamica di benessere fisico, mentale, spirituale, sociale e ambientale, non mera assenza di malattia. La tutela della salute è diritto fondamentale della persona e interesse della comunità. Elemento di garanzia è la sicurezza delle cure”.

Carlo Petrini, Direttore dell’Unità di Bioetica e Presidente del Comitato Etico dell’ISS, anche lui presente, ha “apprezzato particolarmente l’impostazione di questo documento. Per chi lavora sul territorio della salute pubblica è importante disporre di documenti che non siano solo astratti, ma enuncino valori che si possano applicare. Questo documento, dopo la legge 3/2018, rappresenta un punto di incontro di professioni diverse che hanno potuto trovare dei valori comuni e anche per noi sarà un punto di riferimento importante al quale rivolgersi”.

Le rappresentanze degli Ordini
Beatrice Mazzoleni, segretaria nazionale Fnopi, presente in platea ha affermato: “Complimenti per il lavoro che è stato fatto. Elaborare il nostro Codice deontologico è stato impegnativo, immagino il lavoro che ha richiesto la vostra Costituzione etica. ‘Partire da quello che ci unisce’ conta davvero tanto. Venivamo già da percorsi condivisi, ma ora più che mai quello che ci unisce è questa emozione. Ringrazio Tiziana Rossetto per la commozione. Durante la pandemia siamo riusciti a sostenere il sistema sanitario, siamo riusciti a sostenere un Paese!”.

La Presidente delle Ostetriche, Silvia Vaccari, ha voluto sottolineare come: “l’etica che garantiamo quando ci confrontiamo con gli assistiti e con i nostri colleghi si rivela fondamentale” e questa Carta è “una grande punta di invidia per una neopresidente come me”. Mentre Teresa Bossù della Fnovi ha detto: “Ho ascoltato con profondo interesse e anche un po’ affascinata tutta la mattinata, l’idea e la volontà di una costituente è interessantissima. In un momento come questo la necessità vera di essere inclusivi e quindi di poter partecipare tutti per ricostruire qualcosa e andare avanti è davvero fondamentale”.

I sindacati
Presenti infine i rappresentati dei sindacati confederali: Cgil, Cisl e Uil. Beux apprezza il valore della presenza delle OOSS perché i valori della Costituzione etica hanno bisogno anche “del contratto di lavoro”. Comincia Barbara Francavilla, Cgil: “Da oggi in poi tutti i professionisti sanitari si baseranno su ciò che è scritto su questa carta – ed è bellissimo – sotto un punto di vista olistico. La collaborazione tra le organizzazioni sindacali e gli Ordini è importante perché i bisogni del lavoratore li dobbiamo portare nell’ambito del contratto. Speranza ha parlato di tabelle Excel, ed è vero, in molti regioni d’Italia non c’è assistenza adeguata per l’assenza di possibilità, e non perché non lo si voglia fare, ciò è determinato dalla gestione basata sui contenuti delle tabelle Excel”. Il Pnrr è importante “per il territorio, ma questo non significa disgregare l’ospedale, ma far sì che gli ospedali non si sovraccarichino”.

Mariana Ferruzzi della Cisl: “Mi sento a casa in questo momento perché in questi anni abbiamo avuto diverse occasioni di confronto, con tantissimi che sono in sala. E ad essere presente oggi in un momento così importante, sono emozionata, credetemi. Noi abbiamo avuto in questi anni diverse occasioni di confronto e la pandemia ha consegnato al Paese una consapevolezza che noi avevamo già: l’importanza e il valore dei professionisti sanitari”. Inoltre, 3 donne presidenti dei 3 ordini delle professioni sanitarie, “questa è una gran cosa”.

Infine Rossella Buccarello per la Uil: “Sono nuova rispetto all’ambito nazionale. Nella Costituzione etica si parla di attenzione alla vita, al valore, alla responsabilità che ciascuno di voi rappresenta. Un valore che è intrinseco nella parola stessa di ogni Ordine, pensiamo a chi si occupa della nascita, o della riabilitazione. In quelle parole che fanno riferimento alla responsabilità c’è forse il punto più importante. Perché coloro che vengono aiutati e le loro famiglie meritano attenzione e responsabilità e nel prendersi cura dei curanti c’è anche l’attenzione alla dignità dei lavoratori, che passa anche attraverso il contratto”.

“La Costituzione etica – ha spiegato Beux nella conferenza stampa successiva  – è stata voluta proprio per compensare l’influenza delle differenze esistenti tra le 19 professioni sanitarie, per limitare il potenziale impatto negativo sulla sintesi. Abbiamo scelto di promuovere un’operazione ‘dal basso’ per individuare, insieme, dei valori condivisi nei quali tutti si ritrovano. Ciò facendo le differenze che caratterizzano e continueranno a caratterizzare non saranno elementi di criticità ma elementi di valore”.

“La Costituzione etica è la nostra risposta alla pandemia”, hanno concluso la Presidente Calandra e Laila Perciballi.

Lorenzo Proia

Pubblicato su http://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=96954